Fondazione “V. Agnesi”

La Fondazione “Vincenzo Agnesi” si occupa delle Paste Alimentari incentivandone la ricerca in ordine agli aspetti:

  • storico;
  • alimentare – dietetico;
  • qualitativo – nutrizionale;
  • qualitativo – produttivo.

La Fondazione propone questo tipico prodotto italiano come “cibo per il mondo”. E’ un ente morale, autonomo, non collegato ad alcuna azienda produttrice del settore alimentare e della pasta in particolare.

Finalità

La finalità della Fondazione è quella di “favorire la conoscenza e la valorizzazione della pasta italiana nel mondo”. Pertanto è stato allestito il Museo Nazionale delle Paste Alimentari.

La finalità più impegnativa ed innovativa è quella di “contribuire a risolvere, o almeno alleviare, il problema, ancora oggi irrisolto, della denutrizione nel mondo attraverso il giusto ed armonico utilizzo di questo tipico prodotto italiano”.

Il Consiglio di Fondazione ha idee molto chiare e semplici in merito. Esso si propone, con la essenziale contribuzione delle maggiori autorità politico- istituzionali, di iniziare la fase esecutiva al più presto possibile. Sono state messe a punto concrete modalità di aiuto che non offendano quelle popolazioni bisognose di cibo per la sopravvivenza o le popolazioni (Albania, Paesi dell’Est europeo, Paesi Africani) che hanno davanti lo spettro dell’indigenza economica e, quindi, alimentare. Il concetto è quello di risolvere o alleviare i bisogni economico-alimentari nel corretto rapporto tra uomo e uomo, tra popoli ricchi e quelli poveri.

Il progetto, di vasto respiro, potrà migliorare in senso sostanziale l’immagine del nostro Paese nel mondo. Per la realizzazione occorrono limitate quantità di mezzi finanziari, ma soprattutto grandi quantità di coraggio, buonsenso ed intelligente disponibilità.

Perché la Fondazione

Per tramandare questi contenuti non soltanto economici che rappresentano la forza delle idee nell’esercizio costante del fattuale, per spalancare uno scenario, difficile ma possibile, di conoscenza scientifica saldata in tutt’uno con la cultura dell’uomo, i promotori non hanno avuto esitazione a privilegiare lo strumento giuridico della Fondazione.

Un’opportuna riflessione sul senso più profondo del diritto e delle leggi fa intravedere la necessità di intervento oculato nel campo della grande industria affinchè non vi sia dispersione di capitali conseguente a difetto di percezione della realtà attraverso meccanismi articolati su ideologie alienanti. Da ciò deriverebbe una perdita di contatto con la realtà dalla cui esperienza nascono opportunità utili per dar forma ad un’ attività umanamente produttiva in senso globale, sia per quanto riguarda il rendimento sia per quanto riguarda i valori.

La Fondazione consiste, dopo il riconoscimento giuridico, nell’attivazione di una Universitas giuridicamente ed economicamente autonoma che può sopravvivere alle persone fisiche che l’hanno promossa. Tale istituzione, altresì, non potrà essere acquisita da potenze economiche nazionali o internazionali. E’ inalienabile anche dagli stessi fondatori. Illustri giuristi si sono espressi, di recente, in modo favorevole su tali formazioni sociali che sono intermedie tra l’individuo e lo Stato. L’aspetto vocazionale della Fondazione è la risposta alla necessità umana primaria: il problema dell’alimentazione.

Due Amministratori